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EPILESSIA NEL CANE

2026-04-09 12:16

Avv. Laura Queirolo

Diritto degli animali, cane-pastore-australiano-epilessia,

EPILESSIA NEL CANE

EPILESSIA NEL CANE: diagnosi, limiti della prevenzione e responsabilità nella selezione

Negli ultimi giorni ho affrontato un caso clinico di crisi epilettiche in un cane giovane (23 mesi), un Pastore Australiano, con esordio improvviso e andamento a cluster nelle prime 36 ore.

A seguito di valutazione veterinaria ed esami ematici completi (emocromo, elettroliti, coagulazione), tutti risultati nei range di riferimento, sono state escluse cause sistemiche, metaboliche e tossiche evidenti.

In assenza di alterazioni clinico-laboratoristiche, il quadro rientra nella tipica diagnosi per esclusione di epilessia idiopatica.

È importante chiarire un punto fondamentale:

L’epilessia idiopatica, a differenza di altre patologie genetiche note (come mielopatia degenerativa, nanismo o displasia, ove test disponibili consentono una selezione preventiva), non è attualmente prevedibile attraverso test genetici standard.

Questo comporta una conseguenza diretta sul piano allevatoriale:

L’assenza di casi segnalati all’interno di una linea non equivale a “assenza di patologia”, ma esclusivamente a assenza di evidenza riportata.

In altre parole, una linea definita “pulita” è tale solo in base alle informazioni disponibili, non a una garanzia oggettiva di esenzione.

Questo aspetto assume un rilievo ancora maggiore nelle razze predisposte, come il Pastore Australiano, dove la gestione responsabile non può prescindere dalla raccolta e condivisione delle informazioni cliniche.

Per questo motivo, la gestione della razza non può basarsi esclusivamente su test genetici, ma richiede:

- tracciabilità degli eventi clinici

- trasparenza nelle comunicazioni

- disponibilità ad accogliere segnalazioni senza approccio difensivo

La segnalazione di un caso non rappresenta un’accusa, ma uno strumento di conoscenza.

È proprio nei limiti della prevenzione genetica che si misura la qualità della selezione.

Esistono patologie che si possono prevenire.

Altre che si possono solo osservare, riconoscere e tracciare.

In entrambi i casi, ciò che fa la differenza è la responsabilità.