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AFFIDO DELL’ANIMALE D’AFFEZIONE: COSA SUCCEDE QUANDO UNA COPPIA SI SEPARA?

2025-11-15 12:10

Avv. Laura Queirolo

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AFFIDO DELL’ANIMALE D’AFFEZIONE: COSA SUCCEDE QUANDO UNA COPPIA SI SEPARA?

Affido dell'animale d'affezione in caso di separazione

AFFIDO DELL’ANIMALE D’AFFEZIONE: COSA SUCCEDE QUANDO UNA COPPIA SI SEPARA?

 

Quando una relazione finisce, non si dividono soltanto spazi, abitudini e ricordi.

 

C’è un’altra presenza che spesso resta nel mezzo, silenziosa ma centrale: l’animale d’affezione, parte della famiglia a tutti gli effetti.

 

Cane, gatto, coniglio, cavallo, pappagallo…

 

Oggi il concetto di animale d’affezione è molto più ampio rispetto al passato: la legge e la giurisprudenza riconoscono che questi animali non sono “beni”, ma esseri senzienti, capaci di instaurare legami profondi con le persone che li accudiscono.

 

È per questo che, quando una coppia si separa, che sia una coppia di fatto o una coppia sposata, la domanda che sorge è sempre più frequente:

 

“A chi spetta l’animale? E come si tutela il suo benessere?”

 

Molte persone non sanno che è possibile disciplinare l’affido dell’animale esattamente come avviene per altre situazioni familiari delicate:

·       stabilendo dove vivrà prevalentemente,

·       garantendo all’altro partner il diritto di continuare a frequentarlo,

·       suddividendo le spese di cura, alimentazione e benessere,

·       definendo le decisioni veterinarie importanti,

·       mantenendo stabile il legame affettivo che l’animale ha con entrambi.

 

Perché non si tratta di “proprietà”.

Si tratta di affetto, di responsabilità e di continuità emotiva.

 

Oggi animali come cani, gatti, cavalli, conigli e molti altri sono riconosciuti come componenti affettivi della famiglia: interrompere improvvisamente il rapporto con uno dei due partner può generare un disagio emotivo tanto per l’animale quanto per la persona.

 

Cosa si può fare in modo concreto?

È possibile predisporre un accordo di affido condiviso, applicando, in via analogica, criteri molto simili a quelli utilizzati nelle famiglie con figli minori:

✔ continuità del legame,

✔ benessere dell’animale,

✔ stabilità dell’ambiente di vita,

✔ responsabilità condivise,

✔ prevenzione del conflitto.

 

L’obiettivo non è “decidere chi ha ragione”, ma creare equilibrio.

 

Perché quando l’animale è davvero un membro della famiglia, la scelta più giusta è quella che tutela lui e i sentimenti di chi gli vuole bene.